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11° Premio Faenza 1953

XI Concorso Nazionale della Ceramica

L’ 11° Concorso Nazionale per la ceramica d’arte, bandito dalla Città di Faenza in accordo con E.N.A.P.I., con la Camera di commercio di Ravenna, con l’Ente provinciale per il turismo di Ravenna e con il Monte di Credito su pegno e Cassa di Risparmio di Faenza, è stato organizzato da un Comitato nominato appositamente, ed era aperto ad artisti e ceramisti a carattere sia artigiano sia industriale senza limitazione nel numero delle opere da presentare, ma con il limite minimo di un complesso di almeno cinque pezzi senza vincoli di forma e di dimensione, o un’opera impegnativa di vasta mole, eseguiti con qualunque tecnica esclusa la terracotta senza rivestimento.

Parallelamente si tennero anche: il Concorso riservato agli allievi di Istituti e Scuole d’Arte italiani per opere, senza limitazione di numero, a carattere pittorico o plastico su tema libero;e il Concorso per disegni indicativi.

Il concorso era dotato di premi per Lire 750.000, oltre a quelli onorifici. A seguito della Scomparsa di Gaetano Ballardini, presidente onorario del Concorso e  “animatore degli istituti ceramistici faentini”, viene data notizia che l’Amministrazione provinciale di Ravenna ha istituito un premio  a suo nome (Lire 200.000) per onorarne la memoria. A chiusra del bando furono offerte due medaglie d’oro dall’Istituto Nazionale del COmmercio Estero. Furono assegnati inoltre, anche dei premi speciali: “Premio del Comitato del Seminario vescovile” (Lire 200.000) , “Premio dell’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato” (Lire 120.000),  e “Premio del Monte di Credito su Pegno – Cassa di Risparmio di Faenza riservato ai ceramisti della città per un boccale e una fruttiera” (Lire 180.000).

La scelta delle opere d’arte, che concorsero al Premio Faenza, fu effettuata il 25 giugno 1953 dalla giuria, composta di esperti nel campo dell’arte, della ceramica e della cultura, mentre la premiazione delle opere si svolse il 27 giugno. La giuria aveva la possibilità di osservare e valutare tutte le opere dal vivo, poiché ogni artista doveva spedire i propri lavori presso la sede del Comitato a Faenza, allegando alle opere il proprio curriculum.

La Giuria “in seguito alla accurata ed analitica valutazione delle ceramiche, constata con rammarico la uniformità del gusto inventivo, che si adagia su schemi e fonti preesistenti ed in voga, piuttosto che essere la risultante di spontanee ispirazioni e di rilevanti ricerche tecniche specie nei riguardi del premio “Faenza” che ha lo scopo di segnalare annualmente i progressi dell’arte ceramica e che costituisce in Italia per l’impegno e la tradizione, la più importante manifestazione del genere. La commissione inoltre rileva che pur essendo previsti dei premi per la funzionalità, anche quest’anno la maggior parte dei concorrenti ha mostrato limitato interesse e scarsa comprensione proprio per uno dei fini ai quali dovrebbe tendere la ceramica. É da osservare d’altra parte lo sforzo creativo di alcuni giovani i quali, con innegabile entusiasmo, hanno saputo risolvere non facili problemi estetici ed esecutivi“.

Un’opera di ogni artista premiato, scelta dal Comitato promotore, è rimasta di proprietà della città di Faenza e depositata presso il Museo Internazionale delle Ceramiche a titolo d’onore per l’autore, salvo quelli relativi ai premi speciali di proprietà degli enti promotori.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 27 giugno, in concomitanza con l’apertura della mostra. Le opere  del Concorso sono rimaste esposte dal 27 giugno al 12 luglio 1953.

Catalogo del concorso

 

Dalla ricerca condotta da Barbara Menghi Sartorio (“Concorso nazionale della ceramica: 1938-1962. Domande di ammissione ed altra documentazione sulla partecipazione al Concorso”, MIC, 2018) riportiamo le “Domande d’iscrizione” (maggio-giugno 1953).

1. Andreose Danilo, Bassano del Grappa (Vicenza), 25 maggio 1953. Partecipa con sette pezzi: sei figure e una plastica.
2. Assirelli Lodovico, Faenza, 23 maggio 1953. Partecipa con un servizio composto da sei piatti, sei scodelle, una fruttiera, un boccale per l’acqua
3. Bagnoli Bruno, Montelupo Fiorentino (Firenze), 24 maggio 1953, cc. 2. Si iscrive con cinque pezzi maiolicati due cotture: un piattello, un profilo di donna, tre vasi ornamentali. Ai quali aggiunge, il 1 giugno 1953, un portafiori, una donna e bambino, una figurina. Presentando in totale otto pezzi.
4. Barbasetti di Prun Carlo, Roma, 25 Maggio, 29 giugno 1953, cc. 3. Partecipa con undici pezzi: un pannello decorativo, un vassoio rettangolare, una formella, un insieme di cinque piatti a varie decorazioni, un piatto e una coppa con oro e lustri, due vasetti, un insieme di due coppe, una coppa, sei piattini per coppette e sei piatti da frutta.
5. Belletti Gemano, Perugia, Faenza, 15 maggio 1953. Partecipa con dodici pezzi: una scultura policroma, una targa, tre vasi, tre piatti ovali, due medaglioni, tre piatti con figure.
6. Benedetti Domenico, Laveno Mombello (Varese), 10 maggio 1953. Partecipa con due vasi, un piatto da muro, un servizio da vino (boccale e quattro bicchieri), un bassorilievo per ornamento murale.
7. Boaretto Nereo, Padova, 15 maggio 1953. Sulla domanda di partecipazione è scritto che si riserverà di inviare successivamente elenco delle opere che presenterà al Concorso. Sulla medesima domanda dal Comitato sono state indicate le seguenti opere: tre vasi in grès, un’anfora e un’anforetta, un fiaschetto e due vasi.
8. Broggini Luigi, Milano, maggio 1953 Partecipa con tre pezzi, due dei quali composti da un insieme di due piatti.
9. Bursi Ada, Torino, Partecipa con due disegni.
10. C.A.C.F. – Cooperativa Artigiana Ceramisti Faentini, Faenza, 25 maggio 1953. Partecipa con quattro pezzi: due vasi per arredare l’atrio della stazione e due servizi da frutta.
11. Calosci Ornella Vittoria, Firenze, 18 giugno 1953, cc. 2. Partecipa con un totale di quattordici pezzi: due vasi, un servito con bicchieri e bottiglia blu e un servito con cinque ciotoline.
12. Campi Antonia, Società Ceramica Italiana – Laveno (Varese), 19 maggio 1953. Partecipa con cinque pezzi: due portafiori, un portaombrelli, due coprivaso e un portafrutta.
13. Candiani Neve, Abbadia Lariana (Como), 20 maggio 1953. Partecipa con sette pezzi: un piatto grande, una vaschetta, una scatola, un vaso, un piatto, due coppette. Tutti i lavori sono firmati ‘Neve’.
14. Canneti Elio, “La Cittadella del Ragazzi”, Roma, 22 maggio 1953. Concorre per il Premio dell’Ente provinciale per il turismo di Ravenna per la fantasia creativa con cinque pezzi: quattro portacenere e un portafiori.
15. Casadio Emilio, Firenze, 25 marzo 1953. Partecipa con una pila da acqua santa.
16. Casanova Battista, Faenza, Partecipa con un servizio da frutta.
17. Castellani Vanni, Montelupo fiorentino (Firenze), 21 maggio 1953. Partecipa, in collaborazione con Migliori Mario, con cinque pezzi cotti nella fabbrica della ditta Corti Tito e figlio: due vasi, un boccale e due portalampade.
18. Castiello Luigi, Napoli, 20 maggio 1953. Partecipa con cinque pezzi: due vasi e tre opere a soggetto religioso.
19. Ceccaroni Rodolfo, Recanati (Macerata), 25 marzo1953. Partecipa con cinque pezzi “L’acqua di San Giovanni”, “La legna al popolo (gennaio 1945), “La porta di casa (Eternam inquire domum), “Mentre i Polacchi cavano l’acqua (4 luglio 1944), “L’economia delle scarpe”.
20. Cesari Alcino, direttore della s.a.c. Ceramiche Minghetti, Bologna, 21 maggio 1953. Partecipa, in collaborazione con lo scultore prof. Enzo Pasqualini, una figura a tutto tondo denominata “L’acrobata”.
21. Civitelli Giuseppe, Roma – Pineta Sacchetti, 24 maggio 1953. Partecipa con 16 pezzi: sei vasi, un vasetto con manico, un’anfora a due manici, due lumi, due brocche, una brocchetta, un gallo, una gallinella, e un grottesco a faccia di pagliaccio.
22. Cooperativa Ceramica di Imola, Imola (Bologna), 13 maggio 19531. Partecipa con due ciotole, un bustino con modello, i segni dello zodiaco in grès e una acquasantiera per il premio speciale del Seminario vescovile.
23. Costantini Marco, presso Soc. Ceramica Verbano, Laveno Mombello (Varese), 21 maggio 1953. Partecipa con cinque pezzi: sei tazze da the con relativo piattino, un piattello e tre piastre.
24. Cossa Diodoro, presso Siano, Salerno, 23 maggio 1953. Partecipa con otto pezzi: una piastrella, tre vasi, una brocca, una coppa, due coppette quadrate.
25. D’Agostino Matteo, “Ernestine”, Salerno. Partecipa con tredici pezzi, tra questi il vaso della stazione.
26. Da Lobbi Merlone Maria, Castellamonte (Torino) , 21 maggio 1953. Partecipa con nove vasi bottiglia.
27. De’ Rossi Ricci-Curbastro Anna, Roma, 24 marzo 1953. Partecipa con sei pezzi
28. De Santi Armando, Urbino, s.d.. Partecipa con cinque pezzi al Premio Faenza: un pannello, una lastra e tre piatti; con quattro pezzi al Premio E.N.A.P.I.: un piatto e tre coppe; con dieci coppette al Premio Ente Provinciale Turismo.
29. Ettorre Cosimo, Roma – Scalo San Lorenzo, 23 maggio 1953. Partecipa con sei pezzi: quattro piastrelle, un vaso decorato e un servizio da fumo in vassoio.
30. Fantoni Luigi, Faenza, s.d. Partecipa con due targhe, due piatti ovali, un vassoietto appendibile.
31. Fellin Anna, Bressanone (Bolzano), 18 maggio 1953. Partecipa con una piastra a mosaico (fondo per fontana).
32. Ferraris – Ghisio, Ceramiche artistiche, VerceIli, 10 giugno 1953. Partecipa con un totale di 13 pezzi: un posapipe, due bottiglie, un servizio da centrotavola formato da tre pezzi (vaschetta e due candelieri), un Crocifisso, un fermacarte a teschio di bufalo, un posacenere, una maschera esotica, due vasi, una vaschetta centrotavola rettangolare.
33. Ferrero Giorgio, Fiesole (Firenze), 20 maggio 1953. Partecipa con cinque pezzi: un vaso, un vassoio, un piatto, due ciotole
34. Galli Dora, Como, 23 maggio 1953. Partecipa con sei pezzi: due pannelli, due soprammobili, un vaso e una figuretta.
35. Gatti Neera, Venezia. Partecipa con cinque pezzi compreso Cantharus e i vasi della stazione.
36. Piero Gauli, Milano, 19 maggio 1953. Partecipa con un totale di dieci pezzi: tre piatti, di cui uno bassorilievo, un vaso, una scultura e 5 figure.
37. Ghermandi Quinto , Bologna, Partecipa con una acquasantiera (concorso Cantharus).
38. Ghinassi Sante, Riolo Bagni (attuale Riolo Terme, Ravenna), 21 maggio 1953. Partecipa con quattro pannelli rappresentanti stazioni della Via Crucis esotica e tre mattonelle con cornice.
39. Gordini Antonio, Faenza, 24 maggio 1953. Partecipa con un vaso grande, tre vasetti, un piccolo vasetto, un animaletto e una ciotola per un totale di sette opere.
40. Gramaglia Carlo, Faenza, s.d. Partecipa con cinque opere: due piatti, due vasi e un boccale a cigno. Invia inoltre dieci opere fuori concorso .
41. Onofrio Greco, Caltagirone (Catania). Partecipa con quattro pezzi.
42. Guarnieri Luigi, Isernia. Partecipa con cinque oggetti.
43. Silvia Jandeau fu Edmondo, Napoli, 19 maggio 1953. Partecipa con cinque pannelli, Il quinto intitolato”La vicenda umana” è formato da sei pezzi intitolati Idillio, Il bacio, Le nozze, Il figlio, Il lavoro, Contrasti.
44. Lassi Ugo, Firenze, 25 maggio 1953. Partecipa con un Crocifisso, due vasi, un portalampada, una portatrice di frutta (segnato a matita: accettazione con riserva).
45. Lucchi Vittorio, Torino, 21 maggio 1953. Partecipa con tre vasi, un boccale e due ciotole.
46. Lucerna Mario, Caltagirone (Catania), 13 maggio 1953, cc.2. Si iscrive con “figurine siciliane”, successivamente invia una nota (3 giugno) con elencati trentasette numeri con a fianco il valore, corrispondenti ai pezzi sui quali, come è scritto a piè pagina, il corrispondente numero è riportato sotto la base. A matita è indicato che in data 16 giugno è stato risposto all’artista che sarebbe stata esposta solamente una parte selezionata della nota.
47. Lucerni Ugo, Firenze, 22 maggio 1953. Partecipa con tredici opere perlopiù ad argomento religioso.
48. Macedonio Giuseppe, Napoli, 27 maggio 1953. Partecipa con due pannelli, un piattello e una piastra per fontana intitolata “Donne” lasciata in omaggio al Museo delle ceramiche.
49. Magnani Arialdo, Cotignola (Ravenna), 19 maggio 1953. Partecipa con tre pannelli, un vaso decorativo con volto a rilievo e una piastrella decorativa.
50. Malato Guglielmo, presso Istituto statale d‘Arte A. Passaglia, Lucca. Allegato un elenco, datato 6 giugno 1953, dei pezzi inviati in sostituzione di quelli già notificati: una piattella, quattro mattonelle, un piatto e una ceramica intitolata “La Sirena”.
51. Ceramiche Mascarella, Bologna, s.d. Partecipa con un pannello, due bassorilievi, un portalampada e un gallo tuttotondo.
52. Mazzotti Giuseppe Ceramiche, Albisola Mare (Savona), 9 maggio 1953. Contiene ad integrazione della domanda nota di spedizione delle casse in cui comunica nome dei collaboratori: Torido Mazzotti, Esa Baldantoni, Mariano Baldantoni, Eliseo Salino, Emilio Scanavino, Franco Garelli. Allegate alla nota i buoni di spedizione con indicato il contenuto delle casse, per i vasi viene fatto anche uno schizzo. Vasi nucleari a riflessi metallici di forma alta e a pera per un totale di nove, due grandi vasi a decorazione astratta per il Premio ferrovie dello Stato, tre sculture, due piatti, tre brocche, due vasi e un pannello astratto.
53. Meli Salvatore, Roma, ? maggio 1953. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate. Partecipa con un’anfora, un piatto, sette vasi e un tavolo. Indicato a matita che il tavolo è giunto con vetro e piede rotto.
54. Adolfo Merlone, Castellamonte (Torino), 16 maggio 1953. Partecipa con una figura, un camino d’angolo, due piatti e una pila d’Acquasanta per il concorso Cantharus.
55. Mischi Renato, Urbania (Pesaro) 23 maggio 1953. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate: un pannello decorativo a rilievo, due vasi ornamentali, una croce decorata a piattorilievo, una lucerna candeliere.
56. Mitri Gio.Batta, Venezia Lido, 21 maggio 1953. Partecipa con cinque opere: quattro figure un vaso decorato.
57. Ceramiche Artistiche Molaroni, Pesaro, 25 maggio 1953. Partecipa con un vaso, due fiasche, tre piatti e un pannello bassorilievo.
58. Negri Carlo, Firenze, s.d. Partecipa con due vasi decorazioni in basso rilievo per il concorso base della stazione ferroviaria.
59. Oriani Maria Antonietta, Torino presso Broccardo, 21 maggio 1953. Partecipa con due sculture tutto tondo, un vassoio policromo, un vassoio con bassorilievo, una scultura traforata.
60. Papasogli Leonardo, Firenze, maggio 1953. Partecipa con due bottiglie smaltate, due ciotole, un servito di sei piatti, lavori eseguiti nella bottega scuola di Arnaldo Miniati e undici disegni a matita colorata.
61. Pantieri Floriana, Forlì, s.d. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate. Partecipa, in collaborazione con Pantieri Pier Claudio, con un servizio da vermuth per sei persone di sette pezzi concorrente al premio per la funzionalità.
62. Pantieri Pier Claudio, Forlì, 21maggio 1953. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate in cui vi sono elencati diciotto pezzi di questi alcuni sono cancellati, a matita è indicato quelli cancellati sono stati rimessi in cassa in tutto partecipa con sei pezzi: due figure e quattro ritratti.
63. Parnigotto Enrico, Padova, 24 maggio 1953. Partecipa con nove opere: una figura, una piccola figura, un idolo, una maternità, un bassorilievo, una testa femminile, due piccoli piatti rustici, tre piatti a bacinella, quattro piatti con decorazioni e oro.
64. Pozzi Pippo, Biella, 22 maggio 1953. Partecipa con cinque esemplari: un volto di ragazza, un torello, una coppa grande, dei cavallini e un piatto.
65. Rimondi Raimondo, ceramiche d’arte “La Brocchetta”, Bologna, 20 maggio 1953. Partecipa con un vaso decorativo (o base-lampada), un gruppo vasi decorativo (o base-lampada), due vasi decorativi e un gruppo vasi decorativo.
66. Rofi Dino, Ceramica di S. Lucia, Siena s.d. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate: una fiasca, un bricco, un lume ottocento a petrolio, un ventaglio, un Buddha, due vasi, tre sigle. Si precisa che i vasi sono pezzi unici modellati a mano senza il tornio.
67. Rosa Pietro, Milano, s.d. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle con cui intende partecipare: due figure femminili, una Madonna, una maternità.
68. Santi – Biancoli & C., Ceramiche artistiche, Miramare di Rimini, 18 giugno 1953. Partecipano su invito del ceramista faentino Gramaglia con cinque figurine, sei vasi e una ciotola.
69. Saviotti Sergio, Faenza, 23 maggio 1953. Partecipa con due ciotole, un pannello, un centro mobile, due statuette, due vasi e un bonzo
70. Sora Elso, Pesaro, 22 maggio 1953. Partecipa con due vasi, due piatti, due coppe, due piattelli, una fruttiera rossa e un bassorilievo, quest’ultimo in collaborazione con Claudio Sora.
71. Spiezia Lucio, Comiso (Ragusa), 21 maggio 1953 (L’adesione è inviata dal Direttore della Scuola d’arte statale di Comiso in cui è Capo d’arte della sezione della ceramica.). Partecipa con due pannelli murale, due piatti murale, un pannello Crocifissione e un vaso decorativo.
72. Spiga srl, Ceramiche artistiche, Albisola Capo (Savona), 18 maggio 1953. Partecipa al concorso Cantharus con una pila per acqua santa in collaborazione con lo scultore Lino Berzoini.
73. Stagnani Vincenzo, Modigliana (Forlì – Cesena), 24 maggio 1953, cc. 2. Si iscrive con tredici opere, nove figure, tre gruppi di animali e ciotole. Di queste tre figure vengono scartate partecipa quindi con dieci pezzi. Allegata comunicazione in cui specifica che non è riuscito a svolgere uno dei temi proposti a causa del forno occupato e quindi ha inviato pezzi che sono stati eseguiti da qualche anno.
74. Tassinari Sante, Faenza, 29 maggio 1953. Partecipa con un pannello, tre figure, una formella, una bottiglia e un posacenere.
75. Testa Casalnovo Valentina, Torino, 22 maggio 1953. Partecipa con una piastra e tre figure.
76. Tomiselli Minnie, Lugo (Ravenna), s.d. Partecipa con una bottiglia e sei piatti.
77. Tripodi Savino, Ceramiche d’arte, Torino, 19 maggio 1953, cc. 2. Allegata nota di invio della partecipazione. Si iscrive con 4 figure modellate direttamente sull’impasto ceramico, 4 pannelli decorativi, due piatti da muro, tre pezzi colati (busto di donna, moro e giovane). Vengono esclusi un pannello, i due piatti da muro e il busto di moro.
78. Vanni Cortecci Armando, Firenze, 10 maggio 1953. Contiene anche una nota in cui chiede conferma di ricezione dei pezzi. Partecipa con due pannelli murali, un piatto, un gruppo animale e un portalampada.
79. Viva Aida, Milano, 20 maggio 1953. Si iscrive con diciotto opere, dieci di queste vengono scartate dal Comitato al momento dell’apertura delle casse. Partecipa quindi al concorso con otto pezzi: tre bassorilievi a tema religioso, una donnina, due testine, un boccale e una maschera dorata.
80. Volante Umberto, Merano (Bolzano), 22 maggio 1953. Contiene ad integrazione della domanda elenco delle opere inviate. Partecipa con due figure animali, una ciotola, un vasetto e un vaso di creta bianca.
81. Umberto Zannoni, Ceramica “Cà Pirota”, Faenza, 10 giugno 1953. Partecipa con due vasi, un grande vaso, sei ciotoline, un’anfora, due brocche, una bottiglia conica, due sculture (una delle due, “Crocefisso” è di Gaetano Dalmonte).
82. Zauli Carlo, Faenza, 10 giugno 1953. Partecipa con quattro vasi, tre ciotole, un complesso di pannelli e cunette rupesti suddiviso in tre cunette e otto ciotole, un servizio da frutta composto di un boccale, una fruttiera, sei coppe e sei piatti di stile moderno

Edition Year: 1953

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