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03° Premio Faenza 1941

III Concorso Nazionale della Ceramica

Il 3° Concorso Nazionale per la ceramica d’arte fu bandito dal Comitato esecutivo della Settimana faentina, presieduto da Vincenzo Berti (Podestà di Faenza), in collaborazione con la Federazione nazionale fascista degli artigiani e con l’ENFAPI (Ente nazionale fascista per l’artigianato e le piccole industrie)o.

L’organizzazione del concorso, fu affidata alla Delegazione interprovinciale di Bologna dell’ENFAPI. a cui furono direttamente inviate le domande o tramite le delegazioni provinciali.

Il concorso era aperto a tutti i ceramisti e prevedeva nove distinte categorie di premio (temi).

Il «Premio Faenza» era il primo tema del Concorso e prevedeva la presentazione di una composizione a tutto rilievo con altezza al naturale con soggetto “La madre del legionario”. Valore del premio, L. 10.000.

Le altre tematiche del Concorso erano: tema 2 – “Servizio completo da tavola per 12 persone”;  tema 3 – “Centro da tavola”; tema 4 – “Vaso” con altezza minima cm 40; tema 5 – “Piatto decorativo” con diamentro non inferiore a cm 50;  tema 6 – “Plastica o rivestimento ornamentale”; tema 7 – “Servizio da piccola colazione”;  tema 8 – “Dono alla puerpera”, doveva comprendere almeno la scodella per il brodo, piatto portovo con il portasale, il tutto doveva essere congegnati in un’uica presentazione facilemente scomponibile nelle sue parti; tema 9 – “Oggetto a tema libero” riservato ai giovani ceramisti di età non superiore a 26 anni alla data del 29 giugno 1941).

Il totale dei premi era di L. 33.500.

Erano ammessi ai premi tutti i ceramisti artigiani regolarmente iscritti alle rispettive organizzazioni sindacali. Il concorrente poteva essere iscritto a più temi con un numero illimitato di opere per tema. L’opera doveva essere originale, entro l’ambito della tradizione italiana, senza limitazioni di tecniche inoltre, non dovevaessere mai stata presentata a pubbliche manifestazioni.

La giuria, presieduta dal Presidente della “Federazione nazionale fascista degli artigiani”, e dell’ENFAPI (Ente nazionale fascista per l’artigianato e la piccola industria) era composta di un rappresentante di ciascuno dei seguenti enti: “Ministero dell’educazione nazionale”, “Ministero della cultura popolare” (Ente provinciale del turismo), “Sindacato nazionale fascista belle arti”, “Federazione nazionale fascista degli industriali del vetro e della ceramica”, “Federazione nazionale fascista degli artigiani”, “Federazione nazionale fascista dei commercianti di oggetti artistici e dell’artigianato e le piccole industrie”, “Consiglio provinciale delle corporazioni di Ravenna”, Comune di Faenza, Museo internazionale delle ceramiche, Comitato del III concorso nazionale della ceramica.

Ai premi erano iscritti complessivamente 63 concorrenti.

Le opere premiate, salvo quella del primo premio del secondo tema, ebbero valoro di acquisto e rimasero di proprità del Comitato del III Concorso nazionale della ceramica che li affidò in perpetua consegna al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Le opere del Concorso sono rimaste esposte dal 29 giugno al 31 luglio 1941 (XIX).

Estratto del catalogo del III Concorso

 

Dalla ricerca condotta da Barbara Menghi Sartorio (“Concorso nazionale della ceramica: 1938-1962. Domande di ammissione ed altra documentazione sulla partecipazione al Concorso”, MIC, 2018). Nella documentazione relativa all’edizione del concorso, non sono presenti domande di iscrizione. Da fonti bibliografiche risultano avere partecipato al Concorso:
Aita Zina (Napoli), Aretini Zulimo (Sesto Fiorentino, Firenze), Babini Fernando(Faenza), Ballardini Walter(Faenza), Baratti Bruno(Pesaro), Bassanelli Renato (Roma), Belletti Germano (Faenza), Bevilacqua Romeo (Savona), Biancini Angelo (Castelbolognese, Ravenna) scultore e Savioni Arnaldo ceramista, Bontempi Giuseppe (Rapino, Chieti), Bucci Anselmo (Faenza), Campi Esmeralda (Pescara), Casadio Emilio (Faenza), Ciavardoni Nicola (Castelli (Teramo), Corvi Carlo (Parma) insieme a ceramista Emilio Casadio (Faenza), D’Annunzio Enzo (Castelli (Teramo), De Val Antonio (Napoli), Di Claudio Eugenio (Castelli, Teramo), Fabbrica ceramiche Trerè (Faenza), Facciolini Rocco (Castelli, Teramo), Fantoni Marcello (Firenze), Fortunati Andrea (Parma), Gambarella Ciro (Grottaglie, Taranto), Gatti Riccardo (Faenza), Gordini Antonio (Faenza), Guarnieri E., scultore, con il ceramista Giuseppe Marabotti (Cremona), Guerrieri Giulio (Murano (Venezia), La Freccia (Vicenza), Manifattura ceramiche Faentine (antica fabbrica Farina, Faenza), Marabotti Giuseppe (Cremona), Mazzotti Giuseppe (Albissola Mare, Savona), Melandri Pietro (Faenza), Motolese Luigi (Grottaglie, Taranto), Pacetti Ivos (Albissola Capo, Savona), Paleni Cesare (Abbazia di Vall’Alta, Bergamo), Paleni Ernesto (Bergamo), Pardi Rinaldo (Castelli, Teramo); Pattarino Ranieri (Firenze); Paviotto Amelio (Venezia); Pecolatto Guido (Priacco Canavese, Torino), Pedrelli Giulio Cesare (Parma), Petraroli Cosimo (Grottaglie (Taranto), Piombanti Ammannati Giuseppe (Firenze), Rossi Carlo Alberto (Pesaro), Sabbatani Angelo (Faenza) Salino Eliseo (Albissola Mare, Savona), Sartori Amleto (Venezia), Ungania Angelo (Faenza), Unione ceramiche artistiche di Nove, Nove (Vicenza), Vascelli Bruno (Parma), Venturi Giuseppina (Faenza), Zama Aldo (Faenza), Zanchetta Giuseppe (Bassano del Grappa, Vicenza).
Partecipano fuori concorso:
Soc. ceramica Richard-Ginori (Milano), Soc. Ceramica Italiana (Laveno, Varese), Soc. ceramica Icaro (Rodi, Egeo), R. Scuola industrie artistiche di Bologna, R. Scuola d’arte “P. Toschi” di Parma, R. Scuola professionale per la ceramica, Civita Castellana (Viterbo).

Anno Edizione: 1941

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